Ode alla patata – Vita studentesca

grazie o Dio delle patate
superbo frutto della terra
sfama studenti a sazietà
di quattrini non muniti
giri d’orologio mai abbastanza
a noi patate a volontà

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Dolce far nulla

sonno

La sessione di esami volge ormai al termine, chi ha potuto ha dato quello che doveva, alcuni hanno dato solo un po’, altri sono rimasti a bocca asciutta. Io credo di collocarmi di giusto merito nella seconda categoria. Non mi sento soddisfatto. Non ho fatto quello che potevo nè tanto meno quello che dovevo. Sono riuscito a racimolare solo 10 crediti nelle materie più inutili del corso di laurea. Le motivazioni e la grinta di dicembre, un po’ sono venute a mancare in queste ultime settimane, e il risultato non è taradto a farsi vedere. Ma dopotutto, meglio di niente! La prossima volta andrà meglio e i presupposti e i buoni propositi ci sono tutti.

Adesso gli esami sono nuovamente lontani, i pensieri sono più liberi, mi sento meno in dovere di stare sul libro e, nonostante le cose da studiare non manchino per nulla, ho deciso di trascorrere alcuni giorni in un ozio totale intensionalmente privo di responsabilità studentesche.
Il risultato per adesso è sconvolgente.
Qualche giorno fa scrivevo che quando devi fare qualcosa spesso senti il bisogno di fare qualcos’altro. Adesso invece non devo fare niente. E’ una condizione molto pesante questa. Ragazzi, è inutile, è impossibile non fare niente. La mente vuole essere occupata in qualche modo … una passeggiata, un po’ di musica, un po’ di televisione, una seconda passeggiata, un po’ di MSN, un sonnellino, una terza passeggiatache palle!

Lentamente stanno tornando voglia di studiare e motivazione, ma l’esperimento ancora non è concluso. Magari vi farò sapere l’esito ad aprile in occasione della prossima sessione di esami!

… perfavore, tutto tranne che questo!!!

Fra qualche giorno ho un esame, e in questo momento credo proprio che dovrei essere sopra i libri a studiare come un pazzo, invece che qui davanti al pc. Chissà perchè poi quando ti senti in dovere di fare qualcosa ti vengono le voglie più disparate. Pur di non leggere quel groviglio incomprensibile di lettere, sottolineature, schemi, equazioni, formule chimiche e molto altro ancora farei qualunque cosa!
Poco fa per esempio mi sono dato alla cucina: ho preparato le mie arance a rondelle con scorzette caramellate (Basilio docet, però io anzicchè mettere il sale (storia dalla quale attingere per fare una scena del film) gli metto lo zucchero!!); o quando pur di non studiare mi faccio le file alla posta per pagare le bollette; per non parlare di quando pur di non andare a scuola andavo a farmi gli esami del sangue in ospedale…

La notte dopo degli esami

La matematica non sarà il mio mestiere

Quando hai 18 anni e frequenti l’ultimo anno di scuola superiore, ti senti quasi un re mancato. Rivendichi da dentro la tua libertà, il tuo potere su tutto. Hai dentro una forza sovraumana che ti renderebbe capace di fare ogni cosa se solo riuscissi a tirare via il tappo che la farebbe uscire fuori. Sei oppresso come non mai da una categoria che ti limita i movimenti da tredici lunghi anni. Quella degli insegnanti. Giuri vendetta, gliela farai pagare, le tue sofferenze avranno prima o poi sfogo su di loro… aspetti solo il momento giusto per farlo.
La notte dopo degli esami. Quella è l’ora X.

Quando finalmente hai dato quello che dovevi però, i tuoi progetti cambiano (conosco qualche eccezione, ma sono eccezioni che confermano la regola…). Ti rendi conto di essere superiore, che i professori non meritano neanche questa considerazione e che è il caso di lasciar perdere.
La rabbia però no! Non è d’accordo! Lei deve uscire fuori! Non sopporta più il tuo alito cattivo, le scemenze che spari una dietro l’altra da anni, non vuole più vederti! Ma come fare? Voi che fareste?
Lo studente frustrato a questo punto decide di fare una cazzata per sfogarsi. Ce ne sono di diversi tipi di sfoghi. Io personalmente ho finito 5€ di benzina per girare come un coglione in giro per Cefalù col motorino. Ma conosco gente che si è buttata a mare vestita o ha fatto il bagno in una fontana, che si è rapata a zero, che si è strafatta…

Appena poi arrivi all’università anche l’esame perde di valore.. visto che devi farne 10 all’anno! Chi può si goda la sua maturità.