Tempo di verifiche

Fine anno tempo di verifiche. Rileggo la mia lista di propositi, sembra una vita e invece era solo gennaio. Non è andata proprio come previsto…

Alle 5/6 materie mi ci sono avvicinato. Non me ne faccio una colpa. Ho avuto problemi che mi hanno distolto un po’, ma nonostante tutto mi ci sono avvicinato.
L’organo è sempre uno strumento che adoro, ma l’ho completamente abbandonato.
La pesca… Io ci ho provato però! Come dimenticare quella sera st’estate. Mentre io mi dannavo la vita, tra ami, buio, lenze ingarbugliate (ovviamente per tornarmene a casa con il nulla più totale), G. accanto a me pescava un pesce dopo l’altro. Incredibile! Ok, sì, il pesce preferisce il pescatore con più esperienza, ma farmi vergognare così nemmeno è buono!
Mi manca anche la narrativa, scritta intendo. Certo ho ripreso a scrivere il blog, e questo è già un traguardo, ma il racconto scritto mi manca. Forse è proprio lo scrivere sul blog che mi blocca. Troppa differenza tra il mio stile e quello di uno qualsiasi dei libri che leggo. Insomma ne ho di pane da mangiare in questo senso.
Produrre buona birra l’ho fatto. Poca ma l’ho fatta. Dovrei farne ancora, ma soprattutto creare più occasioni per berla in compagnia.
Il viaggetto l’ho fatto pure, anzi due. Visitate Cagliari e Catanzaro. Cagliari, almeno d’estate è molto graziosa, Catanzaro a meno di forza maggiore risparmiatevela.
In fine del giapponese ho dimenticato pure quelle quattro cose che sapevo. Forse è meglio che ripieghi su qualcosa di più utile come l’inglese o il tedesco. Mah, vedremo.

Non avrò fatto chissà quali passi avanti, ma un anno è passato, e io sono e mi sento diverso rispetto all’anno scorso, magari poco, ma qualche cambiamento c’è stato.
E poi ho pur sempre concluso più di Hardy.

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Meglio non fare niente con gente attiva o fare qualcosa con gente pallosa?

rufy 1

Da circa due mesi mi è presa la fissazione per i manga giapponesi. Qualcuno potrà dire che sono scontato e commerciale, ma i fumetti che stanno pian piano facendomi appassionare sono Naruto e One Piece. Sullo schermo a colori a ora di pranzo dopo una mattinata di lezione mi piacciono molto, ma nero su bianco su carta tangibile sono tutta un’altra cosa.
Naruto e One Piece sono due storie apparentemente diverse ma in realtà molto simili: la prima narra l’avventura per i mari di Rufy (Rubber nel cartone di Italia1) e della sua sgangherata ciurma, la seconda la storia di un ragazzino che si impegna a fondo per diventare un abile ninja. Tutti e due però hanno un sogno Rufy vuole diventare re dei pirati, Naruto l’hokage del villaggio della foglia (il ninja più forte). Questo scopo dà senso e sostiene ogni loro azione, siano esse gioiose, tristi o pericolose.

rufy 2

Non dovrei risultare troppo infantile se penso che per questo entrambi i fumetti siano validi esempi. Quello che manca più o meno a tutti quelli che conosco sono degli obiettivi a breve, medio o lungo termine per cui lottare e vivere. Beh si, tutti ci stamo adoperando per assicurarci un futuro, chi studiando, chi lavorando, chi cercando di far carriera. Forse però ci mancano degli obiettivi più vicini da sentire più nostri. A volte la routine quotidiana fatta sempre dalle stesse cose ci fa dimenticare il motivo per cui stamo andando avanti, e credo sia normale per noi poveri uomini che stiamo su questa faccia del pianeta. Per questo avere anche degli obiettivi a portata di mano è importante. Dopo una giornata uguale a quella precedente che è uguale a mille altri giorni di mille settimane, non ti va di fare nulla, solo apatia. Anche chi ha la vita movimentata anche da piccolissimi obiettivi da raggiungere la sera arriva alla villa e non vuole fare niente, perchè è felicemente stanco.