giorno di festa

La quantità dei blackout nell’ultima ora è testimonianza dell’attività fervente nei forni e nelle cucine cifalutane!
Buon pranzo e viva Gesù Sabbaturi!

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Ospedale di Cefalù. Galleria fotografica sul Burundi – Il più comune mezzo di trasporto
E in Sicilia questo vale a dire, mischini sono poveri, macchine non ne hanno e si possono permettere solo quello…
Un Paese è sviluppato non quando i poveri possiedono automobili, ma quando i ricchi usano mezzi pubblici e biciclette (Gustavo Petro – sindaco di Bogotà)

osp cefalù

Corto Tutto: Ladri di Arance

Vorrei inaugurare una piccola rubrica cinematografica. L’ho chiamata Corto Tutto. Sarà anche poco, ma nel mio piccolo mi piacerebbe pubblicizzare il talento di amici e compaesani che hanno questa passione e che con le loro creazioni riescono a regalarci, seppur con i pochi mezzi tecnici a disposizione, proprio dei bei momenti.

ladriComincio con “Ladri di Arance” giusto perché è fresco di pubblicazione su You Tube.

“Ladri di arance” è un cortometraggio realizzato dall’omonimo trio musicale jazz-swing sperimentale i Ladri di Arance (myspace), grazie alla collaborazione con Alessio Vaccaro. Il video è stato girato in territorio urbano ed extraurbano nelle vicinanze di Cefalù (PA) e consiste in una breve commedia dal sapore noir che ha come protagonisti i componenti del gruppo in questione. Sotto le note di “Tu-ppà”, brano tratto dalla più recente demo, si svolge un’insolita vicenda che apre le porte ad una sbalorditiva e spiazzante conclusione.

Il trio, nato nel 2008 a Cefalù, è composto da Edoardo Mastrandrea (piano), Alessandro Aronica (basso) e Antonino Giordano (batteria). I Ladri Di Arance hanno all’attivo due demo contenenti alcuni pezzi del loro ampio repertorio di inediti e cover, caratterizzato da un sound originale, giovane e accattivante.

Alessio Vaccaro, appassionato del mondo delle tecniche fotografiche (in particolare astrofotografia, slomotion e timelapse) ha lavorato con una Canon EOS60d e montato le riprese con il software Adobe Premiere. Il timelapse iniziale è stato realizzato nei pressi di Finale di Pollina, della durata reale di 4.30 ore, mediante il firmware Magic Lantern 2.3. Le foto definitive sono state poi elaborate con il software LRTimelapse 2.2.1.

Devo farmi per forza uno sciampo

Serata invernale. Fuori dalla finestra tira un po’ di vento, le luci di natale malinconiche illuminano a intermittenza i balconi e il cortile. In TV Benigni. Su facebook gente che lo esalta, gente che lo affossa. Sbuff!

Non c’è via di scampo, devo farmi per forza uno sciampo.
Lo sciampo. Un momento di puro piacere.

Luce soffusa, non quella centrale, ma quella piccola sopra il lavandino. Scroscio iniziale. L’acqua calda, caldissima, quasi ustionante scende dal capo pizzica e solletica la nuca. Un brivido lungo la schiena. La consistenza gellosa e fredda del prodotto. Altro piccolo brivido. La fragranza pian piano si spande per il bagno portata con sé dal vapore, si deposita sullo specchio e sulle mattonelle vicine dapprima, poi ricopre ogni cosa fredda incontri. E inizi a massaggiare, delicatamente, vigorosamente, delicatamente. Una carezza fatta a te stesso, bella, affettuosa. Sciacqui via la schiuma calda e soffice, rimane morbidezza e profumo. Chiudi il rubinetto dell’acqua, posi il doccino.
I capelli sono traditori, si raffreddano in un lampo, specie quando sono molto bagnati. Non ti lasciano il tempo di distrarti un attimo, grondano d’acqua pulita, una goccia scende giù lentamente, la pelle d’oca dal braccio sale fin sulla spalla. Ma l’asciugamano è lì, ti aspetta paziente sul termosifone. Lo prendi velocemente e un po’ distrattamente che lui ti avvolge subito col suo dolce tepore. Terzo brivido. Un nuovo massaggio, diverso dal precedente, non meno bello.
Il meglio deve ancora arrivare. Una piccola farfalla nello stomaco, un’altra sotto le scapole tenta di salir su con difficoltà. Stordito apri il cassetto e tiri fuori il fon. Svolgi accuratamente il cavo, lo accendi. Il suono è emesso a una frequenza caratteristica, rilassante, rassicurante, per forza deve essere una vibrazione magica. L’aria calda, il massaggio meraviglioso del diffusore sulla cute, le dita si insinuano tra i capelli setosi, il cuoio capelluto esulta. L’ultimo brivido, il più intenso. È così che si doveva stare nell’utero materno. Un rumore diffuso ti rassicura di non essere solo, il dolce calore avvolgente, fremiti lungo la schiena.

Pigiama, camomilla, coperta…

Santa Lucia, l’#arancinaday!

Oggi è Santa Lucia da Siracusa, un giorno importante in tutta la Sicilia. A Palermo è un po’ come se fosse una seconda Santa Rosalia. È una ricorrenza sentitissima dalla gente. Dal punto di vista religioso già da tempo vengono celebrati molte funzioni e riti in onore della Santa. Ma anche per chi è più profano, è ugualmente un giorno (considerato praticamente) rosso da calendario.

Oggi infatti a Palermo, in occasione di questa festività, è l’arancina day!

La storia narra che a Siracusa (c’è chi dice a Siracusa, c’è chi dice a Palermo) in seguito a una carestia,  il 13 dicembre giorno del martirio di Lucia, arrivò in porto una nave carica di frumento. Tuttavia la gente era talmente affamata che lo mangiò subito senza lavorarlo. Da quella volta ogni anno, per ringraziare la Santa, non si mangiano lavorati del frumento come pasta, pane e biscotti.

A passare dai cibi poveri della tradizione a vere prelibatezze però non è che il passo sia così lungo. Così da cuccìa (il frumento bollito, da cocciu, chicco), ceci bolliti e zuppe di legumi si passa rapidamente a arancine di riso e versioni di cuccìa col vino cotto, con la crema di latte e di ricotta. E a dire il vero anche io mi sono dilettato a fare la cuccìa con la ricotta oggi, e non per essere superbo, ma mi è venuta una squisitezza da far venire la bava alla bocca.

Tuttavia la principessa della giornata, almeno per quanto riguarda la gastronomia è senza dubbio lei: l’arancina. A Palermo diventa proprio il bene primario. I tweet dei siciliani oggi sono monotematici. Già da qualche giorno veramente. Ne riporto uno giusto per capire il livello di bisogno.

Ma anche su Facebook e sui blog la storia è sempre quella: gente che fa a gara a chi mangia più arancine, chi le mangia alla carne o al burro (che poi diventano accarne e abburro), chi propone le varianti più strane tipo nutella e varie, chi dice che le arancine di un bar sono più buone di quelle di altri bar, chi le arancine le fa a casa, gente emigrata all’estero che urla il grido di dolore «Vi prego, mangiate un’arancina anche per meeee!!». Poi non si placherà mai l’eterna diatriba tra est e ovest Sicilia: arancinA o arancinO??? Robe da far tremare i palazzi insomma.

Buona Santa Lucia e buona arancina day a tutti!

Premio Originalità – Drungli.com

Apprezzo sempre originalità e inventiva. Nelle opere d’arte, nei libri, anche nelle pubblicità. Mi piace pensare tutto ciò che c’è dietro la presentazione di un prodotto, le persone, le idee, il lavoro.

logo-drungli

Oggi voglio dare un premio originalità a un sito che ho trovato per caso nel mare della rete. Faccio un po’ di pubblicità gratuita a Drungli.com “generatore di avventure per gente spontanea“.
Devi solo mettere l’aeroporto di partenza e la data, poi clicchi su “portami ovunque” e lui ti dà a partire dal prezzo più basso le destinazioni economiche!
Una grafica chiara e semplice, con pochi fronzoli. Pochi criteri di ricerca, giusto qualche filtro del genere se preferisci il mare o la montagna. E per finire un magnifico tasto “riportami a casa“.

Ci facciamo un giro?

Che dire di più..? Fantastico!

Cosa vuoi per Natale?

Sarà un cliché, già sulle pagine palermitane dei social network questo video impazza da ieri. Ma non posso non pubblicarlo. Sono passati pochi anni da quando Cammarata aveva speso migliaia e migliaia di euro riempiendo la città di manifesti autoproclamativi che recitavano, tra un’emergenza rifiuti e l’altra, “Palermo è la città più cool d’Italia“.

Oggi “u sinnacollando“, il sindaco Orlando, ci riprova. Una nuova campagna d’informazione/promozione/partecipazione a più canali, fatta come si deve. “Cosa vuoi per Natale?” è un corto accattivante, smuove l’animo di chi lo guarda, e che soprattutto genera senso di appartenenza. Anche a Palermo siamo finalmente dentro al 2.0!

www.palermo2013.it

Ferrovia. Cristaldi segua l’esempio di Adrano e Circumetnea.

Mazara del Vallo. A seguito della tragedia sfiorata alcuni giorni fa che aveva visto un anziano automobilista rimanere intrappolato all’interno di un passaggio a livello, il sindaco Cristaldi torna all’attacco della linea ferrata rilanciando il suo progetto, uno dei punti chiave della sua campagna elettorale, che prevede la riconversione in strada per treni gommati del tratto ferroviario Campobello-Mazara. Del resto come non essere d’accordo sul fatto che «Dobbiamo assolutamente eliminare i passaggi a livello, che tagliano in due la nostra città e che possono essere causa di gravi incidenti». Tuttavia la soluzione posta dal sindaco di Mazara, di trasferire il traffico su rotaia agli autobus (trad. politichese “treno su gomma”) appare quantomeno anacronistica e per niente lungimirante nell’ottica del decongestionamento delle città dal traffico veicolare e dall’inquinamento da questo causato; per altro l’idea è già stata bocciata a suo tempo dal Ministro per le infrastrutture Matteoli. Altra idea inserita nel piano strategico di Mazara, e per fortuna mai attuata, vede la linea e la stazione spostate diversi chilometri a nord del centro cittadino, soluzione anche questa da ritenersi bocciata dall’esperienza di altre città, come Acireale, che hanno visto drasticamente ridurre il numero di passeggeri. Detto in altre parole, se devo prendere l’auto per raggiungere la stazione tanto vale prenderla per arrivare direttamente a destinazione.

Ma facciamo una brave analisi della tratta Trapani-Castelvetrano. Sulla linea insistono quattro città, di cui tre superiori ai 50.000 abitanti: Trapani 71.000 (100.000 considerando la grande città), Marsala 82.000, Mazara del Vallo 51.000 e poi Castelvetrano 31.000, in più i comuni di Paceco, Petrosino e Campobello di Mazara che insieme raggiungono i 30.000 abitanti, per un totale di ca. 290.000 abitanti, i due terzi della provincia. Sempre la stessa linea passa a pochi metri un aeroporto che fa più di 1.500.000 passeggeri all’anno, dagli importanti porti commerciali di Trapani e Mazara del Vallo, dal porto turistico di Marsala, dalla riserva naturalistica delle saline di Trapani e Marsala.
Nonostante la pessima qualità del servizio, l’assenza di un piano che coordini gli orari dei convogli ferroviari col trasporto su gomma (che spesso viaggia in parallelo!) e la mancanza di prospettive di miglioramento future, in controtendenza con molte altre zone siciliane, la linea risulta avere addirittura problemi di sovraffollamento.

Considerate le potenzialità, commerciali e turistiche, la proposta di Cristaldi risulta essere quindi non solo anacronistica e poco lungimirante, ma totalmente scriteriata! A maggior ragione quando anche il presidente di RFI Dario Lo Bosco e il presidente di Trenitalia Marco Zanichelli avevano invece avallato un progetto «alternativo» prevedendo l’interramento di un tratto ferroviario cittadino con la realizzazione di 4 sottopassi e cavalcavia. Ipotesi subito etichettata dal primo cittadino Mazarese come irrealizzabile nonostante, senza andare troppo lontano, lo stesso sta avvenendo non solo a Capaci e Palermo nell’ambito del raddoppio del passante ferroviario, ma addirittura ad Adrano (CT). Quest’ultima città era tagliata in due dalla circumetnea, ferrovia a scartamento ridotto che come la Castelvetrano-Porto Empedocle precedentemente era data per spacciata, ma grazie a un piano di sviluppo lungimirante e a una recente buona gestione sta riuscendo “sorprendentemente” ad aumentare i volumi di traffico.

L’augurio è quindi che Cristaldi faccia piuttosto sistema con i sindaci delle città vicine e con i vertici della provincia, per pretendere e ottenere l’attenzione che altri comprensori invece “inspiegabilmente” riescono ad ottenere, cosicché l’interramento del tratto urbano di Mazara vada di pari passo alla risoluzione dei nodi di Marsala, Trapani e Castelvetrano, alla tanto discussa bretella dell’aeroporto di Birgi, a un piano coordinato turistico per le Egadi, col parco delle saline e all’imbarcadero per Mozia.