Ormoni?

Può soltanto una infinitesimale differenza nel gradiente di concentrazione di microscopiche membrane causare tutto questo? Una differenza di concentrazione in ioni calcio tra lo spazio extracellulare e il citosol? Possono essere unicamente nanogrammi di sostanze dai nomi impronunziabili responsabili? Epinefrina, ossitocina, feniletilammina, endorfine…

Possono un amore, una amicizia, un semplice rapporto professionale dipendere da questo?

Possono attimi indimenticabili, emozioni, sorrisi, complicità, felicità ridursi in tal modo?

E come un divorzio, una lite, un tradimento possono venire limitati a questo?

Eppure come vorrei che fosse così semplice. Basterebbe una pillola per guarire da ogni cosa. Ma perché al cuor non si comanda? Perché c’è gente che si ostina a fare del male a chi gli sta vicino? Può una guerra essere causata da un ormone?

Musica…!

Era da molto tempo che pensavo di voler fare una cosa del genere. Con Laura più volte abbiamo cercato di organizzarci, ma non siamo ancora riusciti ad arrivare a qualcosa di concreto. L’altra sera invece, colta l’occasione al volo, sono andato al teatro. Signore e signori “Serata Cultura“!. Ad esibirsi non una compagnia di attori, bensì un gruppo vocale composto da sette elementi, quattro maschi e tre femmine, noti al panorama nazionale per aver partecipato alla trasmssione televisiva XFactor: i Sei Ottavi.
Impensabili virtuosismi vocali, sensazionali riarrangiamenti di canzoni e motivi dal piccolo e grande schermo, un repertorio che partendo dalla musica classica arriva a Michael Jackson pasando per innumerevoli altri generi, e tutto senza accennare l’utilizzo di strumenti musicali. Mi rendo conto anch’io che sarebbero stati più che superflui.
Minuto dopo minuto, brano dopo brano, una strana sensazione di appagamento.

Musica, suoni. Serie ordinata di compressioni e rarefazioni del mezzo aria, che collega le vibrazioni di un corpo in oscillazione con l’organo percettivo di un individuo responsabile della creazione di una sensazione “uditiva” direttamente correlata alla natura della vibrazione. Eeeh? Cosa? …troppo semplice!!!

Già troppo semplice, quando ci si mette di mezzo il cuore diventa sempre tutto più complicato, molto. E poi chissà dove si trova l’anima.. forse tra l’incudine e il martello? Boh! Ma deve essere per forza da qualche parte! È come un motore a scoppio: da una parte entra la benzina (la musica), il pistone (il cuore) si avvicina pigramente, la candela (l’anima) infiamma tutto, BOOM, il pistone va via all’impazzata e prende via una strana reazione a catena che poi fa muovere un’intera automobile. Emozione. Emozione, smuovimento di sangue.

E alla fine uno strano sorriso ti si stampa sulla faccia inebetita.

pensieri sconclusionanti e/o primaverili

Non sto troppo bene, mi sento abbastanza metereopatico. Marzo si è traslato di due mesi :un po’ caldo, un po’ freddo, la mattina piove, il pomeriggio c’è sole, la sera vento. Anzi, mi sa che la verità è che si è traslato aprile insieme a marzo …dolce dormire. Ma forse è anche vero che aprile me lo tengo stretto tutto l’anno!
In un battito di ciglia anche la primavera sta volando via. E’ impressionante notare come il tempo ci scivoli via dalle mani inesorabilmente. Una volta, a proposito, mi sono fatto questo flash: quando non fai niente gli attimi non passano mai (tipo quando aspetti che l’acqua della pentola bolla per calarci la pasta), ma a fine giornata pensi: «Porcaccia! è già sera!»; quando invece hai la mente impegnata perché stai facendo qualcosa tipo studiare, partecipare attivamente a riunioni varie, passeggiare per la città, incontrare persone, cucinare… guardi l’orologio e dici: «Guarda di già che ora si è fatta!» perché il tempo passa subito, e a fine giornata: «Miii, stamattina sembra l’altro ieri». Credo si tratti di una qualche sorta di distorsione spaziotemporale, chissà Einstein cosa ne penserebbe.
L’estate sta arrivando ma io non voglio. Anche se ho fatto tante cose dall’estate scorsa mi viene troppo da pensare «Già è di nuovo estate!». E adesso capisco anche il senso della canzone “che fretta c’era, maledetta primavera!“.
In ogni caso ritengo che ogni periodo dell’anno porti con sé qualcosa di magico. La primavera, come è risaputo da secoli, porta l’amore. In facoltà, siamo un corso a numero chiuso, tre nuove coppie nel giro di qualche settimana più una quarta che ancora non è proprio ben compresa. Non passano per niente inosservate.
E sto cercando anche di ascoltare poca radio. Chissà, magari sono già uscite le hit della prossima estate. Non voglio proprio sapere che motivetto hanno. Ogni cosa a suo tempo.

tattiche…

Nonostante ci sia chi mi affibbi strani nomignoli, e nutre in me strane pretese, non sono mai stato un latinlover così spietato. La corta lista delle ragazze che ho avuto ne è una conferma. Sarà colpa mia che voglio fare il simpatico ma in realtà sono uno stronzo, sarà colpa delle ragazze che in generale non so dov’erano quando distribuivano i cervelli, o forse è di nuovo colpa mia che non so mai cosa dire in certe situazioni, e forse non so neanche qual’è il modo giusto dirle…

Secondo questo punto di vista credo esistano due tipi fondamentali di persone: i timidi e gli sfacciati. Gli sfacciati sono quei “tascioni” (approssimativamente dovrebbe corrispondere a tamarroni) vestiti tutti brillantinati D&G o Playboy che girano in branco e “assaltano” tutte le ragazze non solo in discoteca, ma anche per strada, nei parchi, alla stazione, sui mezzi pubblici. Generalmente trovano solo turiste (che quando vanno in vacanza non sono poche) e altre ragazze tasce come loro.
Poi ci sono i timidi. Stanno li a pensare se è giusto provarci o meno. Se ne vale la pena. Che dopo un mese riescono a farsi dare a malapena il numero di cellulare attraverso amici e parenti per non farsi scoprire.

Ma qual’è il modo giusto? Chiaramente questi sono i due eccessi (anche se ce n’è parecchia di gente così), ma meglio parlare direttamente rischiando di fare lo sfacciato, o meglio affidarsi agli sms (le care lettere non si usano più..) e rischiare di essere infantili? Un esempio a caso: ieri in pizzeria c’era una tipa troppo carina che mi intrippava. Meglio andare li in mezzo a tutta la sua compagnia, o meglio sguinzagliare l’FBI alla ricerca di preziose informazioni?


883 – Una canzone d’amore

Tutto e il contrario di tutto

L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico.
Non importa, amalo.

Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici.
Non importa, fa’ il bene.

Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri amici.
Non importa, realizzali.

Il bene che fai verrà domani dimenticato.
Non importa, fa’ il bene.

L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile.
Non importa, sii franco e onesto.

Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo.
Non importa, costruisci.

Se aiuti la gente, se ne risentirà.
Non importa, aiutala.

Dà al mondo il meglio dite, e ti prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te.

…tutto e il contrario di tutto…
…ovviamente, parole di un pazzo(?)…

Il balsamo non serve

Attimi intensi

Attimi brevi… ma lunghi… ancora troppo brevi

L’anima diventa piccola, il cuore grande

Le braccia tremano, le gambe seguono a ruota

La bocca dello stomaco si chiude, lo stomaco si attorciglia

La sensazione è strana… farfalle? forse…

Un drink al balsamo

Non fa nessun effetto

in love

Perchè conviene innamorarsi a distanza

E’ capitato a tutti, prima o poi.

Il principe azzurro (o la fatina rosa) che tanto si desiderava arriva, è fantastico/a o comunque vi sembra valga la pena approfondire la vostra conoscenza, ma… Che si fa quando lui prende il cavallo bianco e torna al castello, e lei prende la bacchetta e sparisce con una bella magia?

MANUALE DELL’AMANTE/AMATO A DISTANZA
Principi fondamentali

  1. La storia a distanza è assolutamente vietata a chi è eccessivamente geloso, possessivo e soprattutto a chi ha paura di essere tradito. Come per tutte le storie, è chiaro che non esistono regole, ma ci sono tanti buoni e saggi consigli che è meglio seguire.

  2. E’ necessario munirsi di tanta, tantissima pazienza.

  3. Quando vi muovete per raggiungere l’amato/a, dovete mettere in conto eventuali incidenti stradali, scioperi dei mezzi pubblici, attentati terroristici, incidenti aerei, perdita delle valigie, ore “perse”.

  4. Se non avete un lavoro, trovatevelo. Mantenere una storia a distanza è costoso.

  5. Tenete in conto che le signorine della Tim, della Vodafone, della Wind o di Tre sono destinate a diventare le vostre principali interlocutrici la maggior parte delle volte. In effetti, questo succede anche a chi vive una storia più vicina…

  6. Fate un contratto con la Telecom. Vi servirà per le chiamate interurbane. O internazionali. Mal che vada, non disperate: vi regaleranno il cesto di Natale, con tanto di panettone, spumante e parmigiano reggiano, e vi nomineranno migliori clienti dell’anno.

  7. Attenzione ai patemi dei genitori, specialmente se siete minorenni: la vita potrebbe diventare davvero impossibile.

  8. Badate agli ex e alle ex. Se è vero che sono nocivi/e per una storia vicina, tanto più lo diventano all’aumentare della distanza.

  9. Vietato avere sbalzi di umore eccessivi. Possono mettere in crisi l’amato/a che vi sente per telefono. Se invece vi scappano e l’amato/a reagisce nel migliore dei modi (cioè senza fare scenate, senza chiedervi ogni due minuti “ma ti ho fatto qualcosa?” e senza ripetervi “se hai bisogno, ci sono” ogni due secondi), allora complimentatevi con voi stessi, perchè avete fatto la scelta giusta

  10. Scordatevi di vivere una quotidianità, almeno nel primo periodo. Non avrete mai il controllo sull’amato/a. Non conoscerete subito i suoi amici e le sue amiche, mentre è più probabile che incontriate immediatamente la sua famiglia. Non avrete la libertà di dire “vado dal/la mio/a ragazzo/a” senza che i vostri genitori vi saltino addosso preoccupati. Lo/a vedrete pochissimo rispetto ai/lle ragazzi/e delle storie vicine, e imparerete a conservare quei momenti, a viverli al massimo. Avrete dubbi esistenziali ogni giorno che vi svegliate e vi chiederete se state facendo la cosa giusta. Non preoccupatevi eccessivamente, però. In fondo, è una storia come un’altra. E forse, per certi versi, più bella di tante altre.

Riportato da un altro blog

Sesso tra amici

Visto che vuoi o non vuoi è un’argomento che è sempre sulla bocca di tutti, riporto questo articolo tratto da Repubblica, che ho letto citato in un altro blog… così può far meditare un po’…


Risultati di una ricerca Usa condotta sugli studenti universitari rivelano che certi rapporti non sono poi così disimpegnati. Sesso tra amici, lo stress è in agguato “Il rischio è che prima o poi ci si innamori”

IL VERO problema sono le ore immediatamente successive. Quando al mattino ti svegli e non sai se devi dare il bacio del buongiorno alla persona che hai lì accanto o se puoi vestirti e uscire come se sul letto ci fosse il gatto. Quando sul display del telefonino compare il suo numero, e non sai se ti chiama per sospirare che è stato tanto bello o solo per dirti che ha dimenticato le sigarette sul tuo comodino. Superato l’impaccio, tutto a posto? No. La vita non è come in Friends o Sex and the City. Fare sesso con un amico (o un’amica) può provocare conseguenze serie. Tipo la chiusura di “una delle arterie emozionali che regolano i rapporti d’amicizia”. Non ti manda al pronto soccorso ma forse su una panchina a dar da mangiare ai piccioni, in solitudine, perché non sei più in grado di stabilire legami affettivi. Almeno, è quel che rivela uno studio condotto su alcuni studenti della Michigan State University dai due ricercatori Melissa A. Bisson e Timothy R. Levine e pubblicata sul nuovo numero degli Archives of Sexual Behavior.

Si chiamano FWB, “Friends With Benefits”. Qualcosa come “amici con qualche vantaggio”, o “beneficio” in più. Insomma non fidanzati perché legarsi no, ma un po’ più che amici perché non solo di cinema e pizzeria è fatto il rapporto. Il quale, secondo l’indagine, ad alcuni sembra quello ideale perché senza l’impegno che un rapporto “vero” richiederebbe. Invece – sostengono i ricercatori – il rischio c’è, ed è facile che prima o poi uno dei due ci caschi, e si innamori davvero. E lì si rompe tutto, amicizia compresa.

Uno dei problemi, secondo lo studio, è nel fatto che due amici, che “prima” si frequentavano serenamente e con leggerezza affrontavano qualsiasi argomento, “dopo” scoprono di non riuscire più a parlare di niente. Bloccati da un tabù che è la loro stessa relazione, percepita come anomala, non-detta, non-affrontata e quindi non-risolta. “Una sensazione che si ripercuote anche sugli altri rapporti interpresonali, e che nei casi più accentuati può portare a una pericolosa tendenza all’isolamento”.

La ricerca, condotta su 125 studenti, indica che il 60% degli intervistati ha avuto rapporti di questo tipo. Le conclusioni sono contraddittorie. Il sesso, dice gran parte degli studenti coinvolti, mette a rischio l’amicizia perché stimola, in uno dei due, il desiderio non corrisposto di una relazione stabile; allo stesso tempo “il vantaggio – spiega Levine, uno dei due autori dello studio, al New York Times – è che si instaurano fiducia e benessere reciproco ma si evitano i risvolti negativi di una relazione ‘regolare’. Chi sceglie di essere FWB, non vuole legami”.

Sta di fatto che – secondo la ricerca – il 10% di questi rapporti si trasforma in un vero e proprio “fidanzamento”, circa il 33% esaurisce l’attrazione sessuale e torna senza problemi all’amicizia di partenza, mentre il 25% delle relazioni esplode, mandando in fumo pure il rapporto d’amicizia.

“Ci sono casi – spiegano i ricercatori – in cui i due partner sono ex fidanzati che talvolta si rivedono, ma anche persone che frequentano gli stessi luoghi e la stessa compagnia e, pur non essendo amici nel senso più profondo del termine, ogni tanto cedono alla passione”. Ma non al sentimento. Questo è il punto: “C’è un forte desiderio di stare con l’altra persona – conclude Levine – che risponde a esigenze importanti, ma l’assenza di coinvolgimento emotivo rassicura e deresponsabilizza. E permette di ripetere a se stessi ’stai tranquillo, questa non è una storia’”.