#Forconi, “mafiosi” e “neofascisti”

itatrinIn merito alla partecipazione di Martino Morsello del Movimento dei Forconi al Congresso di Forza Nuova del 10 dicembre 2011, penso che quando chi di dovere non ti ascolta, e quando anche chi per costituzione dice di essere affianco al lavoratore proletario ti volta le spalle nel silenzio o peggio ancora ti snobba, cercare altre vie sia proprio ovvio.
Penso che gli estremi non sono mai buoni, né a destra né a sinistra, però nelle parole che Morsello ha usato in quell’occasione non sento nulla di sbagliato. Sarà un po’ eccessivo per quanto riguarda la rivoluzione come unica soluzione, il dialogo deve SEMPRE essere considerato come una valida opzione, ma lavorare in Sicilia di questi tempi è davvero tutto un programma. L’amara verità è che anche quando riesci ad avere un azienda che, giostrandosi abilmente tra burocrazia e crisi, per il rotto della cuffia riesce ad arrivare a fine mese, c’è sempre il politico(=mafioso, destra o sinistra è lo stesso) di turno che ti dice “devi fare lavorare l’amico, sennò niente rinnovo della licenza”. E a lungo andare la situazione logora!

Passando alla manifestazione di questi giorni, se ne sono sentite dire davvero tante, ma il dato di fatto è che per strada ci sono migliaia e migliaia di persone che protestano insieme. Altro dato di fatto è che FN raramente raggiunge (e deve essere festa) risultati prossimi all’1% nelle preferenze elettorali. Quindi mi sembra proprio che la stragrande maggioranza di quelle persone che sono per ora lì in strada non trova propri rappresentanti che li appoggiano dietro le file della protesta.
Ma passiamo ad altre dicerie tirate fuori dagli industriali nelle ultime ore. Credo proprio che Confindustria, Confagricoltura, lobby di imprenditori, ma anche sindacati dei lavoratori, e tutti quelli che sono riusciti a inserirsi a fatica nel difficile equilibrio lavoro-stato-mafia presente in Sicilia e in tutto il meridione, non hanno alcuna intenzione che nessuno intacchi il loro castello di carte ed è quindi naturale che etichettano il tutto a qualcosa di “mafioso” e “fascista”.
Il servizio di informazione pubblica è un affare da NO COMMENT! Pagare il canone è un obbligo, ma dare le notizie evidentemente no. La verità secondo me è che qui le basi su una rivolta ci sono proprio tutte e i capi su a Roma e Milano non vogliono far trapelare niente. Ciò che è più sconvolgente è che anche altri giornali come il fatto quotidiano, di solito contro la censura, tacciono pure.. mah..

Ora però qui secondo me però si sfocia davvero nel ridicolo! Ci sono 35.000 – 40.000 persone per le strade da 4 giorni, come si può pensare che siano tutti mafiosi o neofascisti? Perché altri rappresentanti snobbano tutta la gente con questa scusa delle infiltrazioni? Ve lo dico io: è il momento di agire, e nessuno vuole fare niente, perché qui tutti i politici, comunisti, centristi, PDL, poco importa, hanno la loro lista di “clientido ut des, e nessuno ha intenzione di smuovere le cose.
E quindi via con l’attaccare 40.000 manifestanti stufi di rincari, costi della politica, e in cerca di un po’ di uguaglianza, visto che anche i nostri morti sono di serie B (vedi 5 giorni di prima pagina per l’alluvione in liguria e nemmeno il minuto di silenzio nelle partite di calcio per le vittime di messina). Via ad attaccare povera gente interessata a politiche realmente pro sud perché ditemi, che senso ha che i medici laureati a Palermo o Catania per trovare lavoro devono emigrare al nord, e i pazienti per farsi curare vanno nelle aziende ospedaliere del nord e che i prosciutti e le merendine da mangiare vengano dal nord, e che la metà degli operai di queste aziende sono del sud??? Mentre qui al sud vengono rifilati solo ammortizzatori sociali che privano di dignità un intero popolo? Via ad attaccare agricoltori stufi di vendere il grano prodotto in Sicilia (granaio d’Italia) a 20cent, quando la pasta costa 1.40€ e il pane fino a 3.50€/kg. Via ad attaccare pendolari costretti a viaggiare su infrastrutture vecchie di 100 anni (il tracciato della ferrovia Palermo-Catania risale mediamente al 1870), visto che al nord si spende più del doppio di quanto non si spende al sud (dagli anni 70 il treno Roma-Palermo impiega mediamente 15 minuti in più, e dal dopo guerra a ora a fronte di pochi km realizzati l’estensione della rete ferroviaria si è dimezzata per via della dismissione e/o smantellamento di molte linee, mandate in obsolescenza pur di non rinnovarle). Quindi via ad etichettare tutta questa gente come manovrata da FN!
Se erano 100, 500, anche 1000 manifestanti, sarei stato d’accordo anche io, ma qui la cosa non per nulla è così!

Facendo un po’ di fantapolitica, allo stato attuale credo che le opzioni siano:

  • Dato lo scarso appoggio e valore attribuito da moderati e ambienti della sinistra, il movimento si scioglie senza troppi cambiamenti
  • La protesta va avanti e i meriti (più o meno importanti)vanno agli organizzatori, che avranno sicuramente maggiore peso alle prossime elezioni
  • La protesta viene appoggiata anche dai moderati e va avanti, ci sono cambiamenti (sempre più o meno importanti) ma i meriti vanno a tutti
  • Dato lo scarso appoggio e valore attribuito da moderati e ambienti della sinistra, considerando che i motivi della protesta sono pur sempre reali e tangibili, chi sta dietro le file passa a proteste più dure (più o meno dure fino alla violenza) nella speranza di ottenere così qualcosa e i meriti se si ottiene qualcosa saranno a maggior ragione loro

Io sinceramente spero nella terza opzione, ma attualmente i moderati guardano l’orticello che hanno coltivato davanti casa e non il nulla che avranno in futuro e nemmeno i terreni che potrebbero avere se solo si abolissero certi privilegi. Quindi screditano la rivolta nella speranza che le acque si calmino.

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One thought on “#Forconi, “mafiosi” e “neofascisti”

  1. in fondo al cuore ha detto:

    Sarebbe la soluzione più logica e aupiscabile…..ma la logica difficilmente riesce a prevalere purtroppo….speriamo bene! Buona serata!

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