lucine

Natale

Ed è di nuovo il Natale.

Non so perché, ma le lucine colorate mi hanno sempre messo un po’ di malinconia. Lucine lungo i corrimani dei balconi fuori dalle case, in lontananza da sopra un treno che intanto corre veloce, lucine che timide ricordano anche ai quartieri periferici della città che è festa. Teneri puntini luminosi in una notte troppo buia, neanche lontanamente ricordano le fastose decorazioni del centro commerciale, e tanto meno quelle dei film in tivù. E anche queste altre mi fanno una strana impressione. Sono così appariscenti, poco sincere, finte.

Le persone d’altro canto sembrano assomigliare in tutto e per tutto alle luminarie. Si dice che il cane assomigli al proprio padrone, forse posso azzardarmi a dire che lo stesso vale per le decorazioni. Ci sono luci bianche o colorate, fisse o a intermittenza, palle luminose o semplici lampadine, alberi in fibra ottica per tipi hi-tech e musicali per chi vuole che anche l’udito abbia la sua parte, spropositate reti luminose che imbrigliano intere case americane e piccoli fili sopra la vetrina del negozio dietro l‘angolo. Luci fastose o malinconiche che per un mese all’anno si ritrovano ad essere accese per illuminare pezzi di mondo in maniera diversa. Spesso senza neanche sapere il perché.

Che Natale è senza regali? Malinconia. Quest’anno c’è la crisi, bisogna risparmiare. Gli italiani nel 2008 spenderanno solo 5 miliardi di euro per le spese natalizie. Fasto. C’è chi però alla settimana bianca non potrà affatto rinunciare. E al cotechino la notte del 31.

A me piacciono campanelle, candele, fiocchetti rossi e stelle di natale … Auguri!

Intanto in una piccola capanna, al buio e lontano da tutti, nasce un bambino.


Lello Analfino, Peppe Cubeta, Max busa – Bonanova

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