Italia nel …pallone!

Italiani:

raddoppiategli le tasse e non vi diranno nulla,
aumentategli il prezzo di pasta e verdura e non vi diranno nulla,
aumentategli il prezzo di assicurazione e benzina e non vi diranno nulla,
toglietegli il lavoro a tempo indeterminato e non vi diranno nulla,
dategli politici che si arricchiscono alla faccia loro e non vi diranno nulla,
fateli viaggiare in mezzi pubblici luridi e sovraffollati e non vi diranno nulla,
fategli guardare solo TV spazzatura e non vi diranno nulla,
rendete le loro strade insicure per via di buche e traffico e non vi diranno nulla,
fateli convivere con mafia, camorra, ndrangheta, sacra corona unita e quant’altro e non vi diranno nulla,
dategli l’euro con tutti gli svantaggi che porta e non vi diranno nulla,
frustrateli con sondaggi a livello europeo nei quali risultano irrimediabilmente ultimi e non vi diranno nulla…

ma per carità, se non volete una rivolta popolare che non veda distinzione di ceto ed estrazione sociale, non toccategli il pallone!

Raggiunto l’accordo tra mediaset e RAI per i diritti televisivi sulla trasmissione in chiaro della prossima stagione calcistica.

odissea pt.2 “dalle montagne al mare”

Velocemente trascorrono 15 giorni ed è già momento di addii e partenze. Il turno successivo conta un numero di bambini inferiore alla metà rispetto al precedente, così la maggior parte degli animatori viene diasporata per l’Italia nelle altre strutture della società. Io vengo mandato a Misano Adriatico, pochi chilometri a sud di Riccione. Misano Adriatico??? Ma io ho la valigia piena di felpe! E che me ne faccio delle scarpe da trekking? le uso per andare al mare? Ma vabbè..  Prima però mi mandano inspiegabilmente a Milano (Milano-Misano una sola lettera di differenza ma tanti chilometri di distanza…) ad accompagnare i bambini che abitano da quelle parti: dico inspiegabilmente perché potevano affidare questo compito ad alcuni miei colleghi anche loro diretti a Milano ma per conto loro, lasciandomi recare a Misano tranquillamente per i fatti miei un giorno prima e facendomi riposare un po’, e invece no… ma lasciamo stare. Inoltre la sfiga non colpisce mai una volta sola. Finito l’accompagnamento con altri animatori andiamo all’albergo pagato dalla società. Nella lista non ero presente. Si erano dimenticati di me e quindi non mi avevano preparato la stanza. L’albergatore cerca di riparare all’accaduto posizionando un lettino a rotelle nella stanza degli altri. Io a quel punto esplodo. Così una decina di telefonate e un paio di ricariche dopo mi ritrovo in un albergo cinque stelle lusso con le scuse di tutti. Mica male!

Il giorno dopo arrivo a Misano. Abbracci e saluti con gente conosciuta l’anno scorso. Che bello, quasi quasi aria di casa! Trovo una splendida equipe con cui lavorare, e dei bambini strani ma bravi. Perché strani? Un esempio per tutti: una voltane becchiamo uno con i pantaloncini ma senza mutande; straniti, incazzati ma col riso sotto i baffi chiediamo perché non le avesse indossate, risponde: «Le mutande con la scritta mercoledì le avevate voi in lavanderia così non le ho potute mettere!» …Senza parole!

Sono davvero felice! Tanta gente nuova, tanti posti nuovi, tante esperienze nuove che belle o brutte mi hanno fatto crescere un pochino.
Adesso finalmente a casa mi godo un po’ di relax lontano dai bambini, che anche se sono belli a volte ti fanno incacchiare di brutto, poi passa tutto, ma col passare del tempo ti logorano psicologicamente… Tanto ci rivedremo l’anno prossimo!

odissea pt.1 “verso le alpi”

Finalmente a casa dopo una piccola odissea lunga un mese! Sballottolato qua e la come una pallina da ping pong. Ogni sera non sapevo dove avrei dormito la notte successiva.

Dopo aver comprato tutto, e soprattutto dopo essere riuscito a mettere tutto nella valigia parto. Sciopero dei treni. Passa qualche ora e mi ritrovo inscatolato in un vagone con mille altre persone. In qualche modo arrivo a Palermo, passo una notte li e la mattina dopo prendo un aereo direzione Venezia. «Il comandante avvisa i signori passeggeri che l’aereo partirà con un ora di ritardo per risolvere un problema con i bagagli». Arrivo a Venezia e come da programma la metà dei passeggeri rimane senza valigia, me compreso ovviamente. La compagnia è low cost perciò non ha il servizio di corriere espresso e devo rimanere li per ritirarla. Passano 24 ore. Giro a zonzo per Venezia una intera giornata, per la proprietà transitiva dell’amicizia riesco a farmi ospitare una notte su un divano a casa di amici di una collega erasmus di mio fratello. La mattina successiva finalmente ritiro il bagaglio e riparto nuovamente. Un autobus, due treni, di nuovo un autobus. Il paesaggio cambia lentamente, la temperatura e le condizioni atmosferiche pure.

Finalmente Piani di Luzza. 10 giorni di pioggia su 15. E poi freddo polare da mattina a sera. Ma spettacolare! Aria limpida, acqua ghiacciata e buonissima, cielo blu, montagne altissime, alberi pizzuti, VERDE, migliaia di stelle brillanti. Colori vivi. Mi sono dilettato in escursioni più o meno lunghe, ho imparato ad essere un maestro di tiro con l’arco (che ridere, sembra quasi una barzelletta), sono stato al parco avventura tra un albero e un altro su ponti tibetani cavi carrucole e molto peggio ancora. Ho bevuto una cioccolata calda il 17 di luglio alle 4 del pomeriggio (c’erano 7 gradi), ho risalito il corso del fiume piave a piedi per 14 chilometri fino alle sorgenti attraverso paesaggi splendidi.
Ho conosciuto tante persone, e sono felice di poter dire di aver trovato alcuni amici veri. La mia equipe era splendida e anche il gruppo dei ragazzi che si è prestato a tutte le minchiate che gli facevamo fare. No dai, ci impegnavamo per  fare attività simpatiche, e considerando che ha piovuto molto ed eravamo sempre al chiuso mi permetto di dire che siamo stati davvero bravi.