luna piena

luna nel cortile

gatto nascondi
la luna in un cortile
e poi scappi via

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dresser emozionale

maglietta smiley

Fare shopping è davvero un incubo per me, ma soprattutto lo è per chi mi accompagna e ahimè per chi nei negozi si occupa di farmi vedere la merce. Mi piace vestire bene, e vestire bene mi fa sentire meglio. Però quando entri in quei grandi magazzini con centinaia di magliette, jeans, scarpe… tutto sembra anonimo, terribilmente ripetitivo, scontato (di cose scontate veramente ce ne sono poche in giro… ma vabbè). Il primo modo di esprimere se stessi, ancor prima della parola, è l’immagine che si da di sé, perciò ritengo estremamente importante la scelta di un abito. Ogni tanto nell’indecisione mi capita di acquistare vestiti che non sono proprio quello che fa per me. Beh, quando li metto non mi sento comodo, tanto meno a mio agio, così finiscono per rimanere chiusi nell’armadio a pigliar le tarme. E mia madre: «Mi hai fatto spendere un sacco di soldi e quella maglietta non te la metti mai!». Se poi ci mettiamo che sono uno dai gusti difficili, capite bene quanto sia pesante per me entrare in un negozio di abbigliamento.

Non credo proprio di essere un dresser emozionale, però mi piace tentare di abbinare vestiti diversi a giornate diverse. Inoltre ritengo che la scelta non sia unilaterale. Non indosserei mai una maglietta che mi ricorda bei momenti in una di quelle giornate che inizia con in piede sbagliato. Al contrario quando è in progetto una gita o una festa e l’aria è elettrizzante è come se il vestiario si scegliesse da sé. Certo, poi ognuno ha il suo stile, ma quello è un altro discorso.

mentalità europea

bandiera europea

Rimasto a piedi senza benzina nel motore, poco fa vado dal benzinaio con una bottiglia vuota da far riempire, in modo da far ripartire il mezzo di locomozione. Dopo aver fatto il pieno torno verso casa. Vicino casa mia, tra la strada e la ringhiera di confine della stazione ferroviaria, c’è un canale di scolo per l’acqua piovana, è da un po’ che il comune non provvede a ripulirlo, tant’è che si è riempito di macchie, papiri e canne. Ecco allora che assisto a una scena misto porno-comica: una giovane turista dal “bisogno impellente” accompagnata dal suo boyfriend si mette dietro alle erbacce, si cala i pantaloni e fa quello che deve fare. Si, ma solo teoricamente dietro alle erbacce, praticamente in bella vista sia dalla stazione ferroviaria, che dalla strada che il sabato è notevolmente trafficata per via del mercatino che fanno li vicino.

La mentalità europea è proprio più aperta di quella nostra…

Gli amici

E’ più o meno un mese che non metto piede a Cefalù, faccio la spola tra Palermo e Godrano. A Godrano, senza contare gli ultimi tempi, dopo settembre ci sarò andato al massimo un paio di volte. Adesso ripensandoci mi faccio un po’ schifo. Il paese non offre un granchè inquanto a svaghi, ma i ragazzi si arrangiano e non stanno fermi lo stesso. Ho avuto modo di rispolverare vecchie amicizie. Spesse volte a Cefalù il sabato ci si deprime al pensiero di intere serate buttate alla villa, a Godrano questo problema non se lo pongono, a Godrano basta essere in quattro o anche meno, basta che si è amici per passare una serata divertente. 10 persone sballatissime di notte al bosco una sera, 2 persone al chiosco di Mimmo a giocare a scacchi la sera successiva. Alla fine l’importante è che la compagnia sia buona, quello che si fa passa in secondo piano.

Da questo punto di vista mi ritengo fortunato, ho veri amici sparsi per tutta l’Italia. Merito dei campiscuola organizzati all’oratorio, ma non solo. Considero un vero amico una persona che se anche non la vedi e/o non hai sue notizie da mesi, quando la incontri è come se non vi vedeste dal giorno precedente. Non sono uno che fa avere molte notizie di sè agli amici lontani, ma anche vicini (questo è uno dei motivi per cui ho deciso di scrivere questo blog). Non “perdo” molto tempo in telefonate, sms e lettere, a volte ci ho provato anche se con risultati deludenti; non so spiegare bene il perchè ma è come se ritenessi tutto ciò superfluo nonostante sappia che non è così. Gli amici preferisco portarli dentro, nella silenziosa consapevolezza della loro presenza.

Una cosa che non capisco però è come mai non riesca a farmi amiche femmina che stiano vicino a me. Facendo una media approssimativa in chilometri fra la distanza che mi separa da quelle ragazze che considero amiche al 100% ottengo un valore di circa 600 km. Mah, chissà, i misteri della vita.
Certe volte mi spingo a pensare che l’amicizia tra un uomo e donna non possa esistere. Che abbiamo l’illusione che questa ci sia, ma non ci rendiamo conto che è una cosa contro natura. Che la mia è solo una rarissima combinazione di situazioni in bilico tenute insieme dalla distanza che mantiene questi rapporti quasi come fossero ibernati. mmm, forse è una pensiero troppo pesante. Si credo di si.

brainstorming di fine primavera

Tre lunghe settimane queste che sono appena trascorse. C’è qualcuno di mia conoscenza a cui piace definirsi la “cittadina del mondo“, beh magari non sarò a quel livello, almeno per ora, ma sta di fatto che ormai non tolgo più neanche i vestiti dalla borsa quando arrivo da qualche parte. Rivalutare il concetto di casa, un po’ anche quello di amici. Più che una casa per adesso vorrei una tana, un rifugio, un punto di riferimento …uno.

Le mie manie creative ultimamente mi hanno portato al pensiero di scrivere qualcosa. Una storia, un romanzo, la sceneggiatura di un fumetto, boh. Devo solo capire che genere di storia mi piacerebbe realizzare. Credo che tutto il resto nascerebbe da sè. Certo mi rendo conto di non essere abbastanza bravo, non lo sono a leggere figuriamoci a scrivere (quando ho scritto l’utimo post avevo già in mente di fare qualcosa del genere e volevo saggiare un po’ il terreno), mi conforto pensando che la gente è scarsa a giudicare almeno quanto è incline a farlo.

Mi chiedo se l’amicizia tra un uomo e una donna sia possibile… forse questo non è il luogo.

L’estate è alle porte e quest’anno è un’incognita ancora più misteriosa di quella dell’anno scorso. In ogni caso sto appurando tristemente come anno dopo anno la senta sempre meno ESTATE. Se prima era Estate vs Resto dell’anno, adesso preferisco settembre nostalgico, fa ancora abbastanza caldo di giorno per andare a mare, la spiaggia è larga e deserta, le strade sono tranquille, si respira una piacevole aria calma, la sera ricominci ad apprezzare il calore delle maniche lunghe.