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Meglio non fare niente con gente attiva o fare qualcosa con gente pallosa?

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Da circa due mesi mi è presa la fissazione per i manga giapponesi. Qualcuno potrà dire che sono scontato e commerciale, ma i fumetti che stanno pian piano facendomi appassionare sono Naruto e One Piece. Sullo schermo a colori a ora di pranzo dopo una mattinata di lezione mi piacciono molto, ma nero su bianco su carta tangibile sono tutta un’altra cosa.
Naruto e One Piece sono due storie apparentemente diverse ma in realtà molto simili: la prima narra l’avventura per i mari di Rufy (Rubber nel cartone di Italia1) e della sua sgangherata ciurma, la seconda la storia di un ragazzino che si impegna a fondo per diventare un abile ninja. Tutti e due però hanno un sogno Rufy vuole diventare re dei pirati, Naruto l’hokage del villaggio della foglia (il ninja più forte). Questo scopo dà senso e sostiene ogni loro azione, siano esse gioiose, tristi o pericolose.

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Non dovrei risultare troppo infantile se penso che per questo entrambi i fumetti siano validi esempi. Quello che manca più o meno a tutti quelli che conosco sono degli obiettivi a breve, medio o lungo termine per cui lottare e vivere. Beh si, tutti ci stamo adoperando per assicurarci un futuro, chi studiando, chi lavorando, chi cercando di far carriera. Forse però ci mancano degli obiettivi più vicini da sentire più nostri. A volte la routine quotidiana fatta sempre dalle stesse cose ci fa dimenticare il motivo per cui stamo andando avanti, e credo sia normale per noi poveri uomini che stiamo su questa faccia del pianeta. Per questo avere anche degli obiettivi a portata di mano è importante. Dopo una giornata uguale a quella precedente che è uguale a mille altri giorni di mille settimane, non ti va di fare nulla, solo apatia. Anche chi ha la vita movimentata anche da piccolissimi obiettivi da raggiungere la sera arriva alla villa e non vuole fare niente, perchè è felicemente stanco.

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