La notte dopo degli esami

La matematica non sarà il mio mestiere

Quando hai 18 anni e frequenti l’ultimo anno di scuola superiore, ti senti quasi un re mancato. Rivendichi da dentro la tua libertà, il tuo potere su tutto. Hai dentro una forza sovraumana che ti renderebbe capace di fare ogni cosa se solo riuscissi a tirare via il tappo che la farebbe uscire fuori. Sei oppresso come non mai da una categoria che ti limita i movimenti da tredici lunghi anni. Quella degli insegnanti. Giuri vendetta, gliela farai pagare, le tue sofferenze avranno prima o poi sfogo su di loro… aspetti solo il momento giusto per farlo.
La notte dopo degli esami. Quella è l’ora X.

Quando finalmente hai dato quello che dovevi però, i tuoi progetti cambiano (conosco qualche eccezione, ma sono eccezioni che confermano la regola…). Ti rendi conto di essere superiore, che i professori non meritano neanche questa considerazione e che è il caso di lasciar perdere.
La rabbia però no! Non è d’accordo! Lei deve uscire fuori! Non sopporta più il tuo alito cattivo, le scemenze che spari una dietro l’altra da anni, non vuole più vederti! Ma come fare? Voi che fareste?
Lo studente frustrato a questo punto decide di fare una cazzata per sfogarsi. Ce ne sono di diversi tipi di sfoghi. Io personalmente ho finito 5€ di benzina per girare come un coglione in giro per Cefalù col motorino. Ma conosco gente che si è buttata a mare vestita o ha fatto il bagno in una fontana, che si è rapata a zero, che si è strafatta…

Appena poi arrivi all’università anche l’esame perde di valore.. visto che devi farne 10 all’anno! Chi può si goda la sua maturità.

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Massive Attack – Teardrop

Canzone stupenda!! il video forse fa un po’ impressione, ma mi piace tantissimo!

Teardrop

Love, love is a verb
Love is a doing word
Fearless on my breath
Gentle impulsion
Shakes me makes me lighter
Fearless on my breath

Teardrop on the fire
Fearless on my breath

Nine night of matter
Black flowers blossom
Fearless on my breath
Black flowers blossom
Fearless on my breath

Teardrop on the fire
Fearless on my breath

Water is my eye
Most faithful mirror
Fearless on my breath
Teardrop on the fire of a confession
Fearless on my breath
Most faithful mirror
Fearless on my breath

Teardrop on the fire
Fearless on my breath

Stumbling a little
Stumbling a little

Lacrima

Amore, amore è un verbo
Amore è una parola che implica un’azione
Intrepida nel mio sussurro
Dolce stimolo
Mi fa tremare mi rende più leggero
Intrepida nel mio sussurro

Lacrima sul fuoco
Intrepido nel mio sussurro

Nove notti di fatti
Fiori neri che sbocciano
Intrepido nel mio sussurro
Fiori neri che sbocciano
Intrepido nel mio sussurro

Lacrima sul fuoco
Intrepido nel mio sussurro

I miei occhi sono d’acqua
Lo specchio più fedele
Intrepido nel mio sussurro
Lacrima sul fuoco di una confessione
Intrepida nel mio sussurro
Lo specchio più fedele
Intrepido nel mio sussurro

Lacrima sul fuoco
Intrepido nel mio sussurro

Inciampando un poco
Inciampando un poco


focus Massive Attack
I Massive Attack sono un gruppo musicale costituitosi a Bristol come costola della comunità artistica the Wild Bunch.
Sorta di collettivo musicale nella cui economia entrano a far parte, di volta in volta, numerose voci (in senso lato e senso stretto) differenti, quali, tra le altre, quelle di Tricky (artista che lascerà il gruppo in polemica con lo scarso spazio a lui concesso nell’ambito del progetto Massive Attack), Horace Andy, Shara Nelson, Mos Def, Elizabeth Fraser, Tracey Thorn, Sinéad O’Connor , i Massive Attack sono considerati i padri putativi del cosiddetto trip hop, ma fin dall’inizio hanno espresso tra le loro corde un’impronta stilistica ben più ampia, un ventaglio musicale che spazia da moderno soul ed electro-rock con spruzzate di funk,dub,ambient ed ampie incursioni elettroniche. (da last.fm)

Musica strana, da architetti o da caffè letterario, credo che a Mimmo piacerebbe

Perchè conviene innamorarsi a distanza

E’ capitato a tutti, prima o poi.

Il principe azzurro (o la fatina rosa) che tanto si desiderava arriva, è fantastico/a o comunque vi sembra valga la pena approfondire la vostra conoscenza, ma… Che si fa quando lui prende il cavallo bianco e torna al castello, e lei prende la bacchetta e sparisce con una bella magia?

MANUALE DELL’AMANTE/AMATO A DISTANZA
Principi fondamentali

  1. La storia a distanza è assolutamente vietata a chi è eccessivamente geloso, possessivo e soprattutto a chi ha paura di essere tradito. Come per tutte le storie, è chiaro che non esistono regole, ma ci sono tanti buoni e saggi consigli che è meglio seguire.

  2. E’ necessario munirsi di tanta, tantissima pazienza.

  3. Quando vi muovete per raggiungere l’amato/a, dovete mettere in conto eventuali incidenti stradali, scioperi dei mezzi pubblici, attentati terroristici, incidenti aerei, perdita delle valigie, ore “perse”.

  4. Se non avete un lavoro, trovatevelo. Mantenere una storia a distanza è costoso.

  5. Tenete in conto che le signorine della Tim, della Vodafone, della Wind o di Tre sono destinate a diventare le vostre principali interlocutrici la maggior parte delle volte. In effetti, questo succede anche a chi vive una storia più vicina…

  6. Fate un contratto con la Telecom. Vi servirà per le chiamate interurbane. O internazionali. Mal che vada, non disperate: vi regaleranno il cesto di Natale, con tanto di panettone, spumante e parmigiano reggiano, e vi nomineranno migliori clienti dell’anno.

  7. Attenzione ai patemi dei genitori, specialmente se siete minorenni: la vita potrebbe diventare davvero impossibile.

  8. Badate agli ex e alle ex. Se è vero che sono nocivi/e per una storia vicina, tanto più lo diventano all’aumentare della distanza.

  9. Vietato avere sbalzi di umore eccessivi. Possono mettere in crisi l’amato/a che vi sente per telefono. Se invece vi scappano e l’amato/a reagisce nel migliore dei modi (cioè senza fare scenate, senza chiedervi ogni due minuti “ma ti ho fatto qualcosa?” e senza ripetervi “se hai bisogno, ci sono” ogni due secondi), allora complimentatevi con voi stessi, perchè avete fatto la scelta giusta

  10. Scordatevi di vivere una quotidianità, almeno nel primo periodo. Non avrete mai il controllo sull’amato/a. Non conoscerete subito i suoi amici e le sue amiche, mentre è più probabile che incontriate immediatamente la sua famiglia. Non avrete la libertà di dire “vado dal/la mio/a ragazzo/a” senza che i vostri genitori vi saltino addosso preoccupati. Lo/a vedrete pochissimo rispetto ai/lle ragazzi/e delle storie vicine, e imparerete a conservare quei momenti, a viverli al massimo. Avrete dubbi esistenziali ogni giorno che vi svegliate e vi chiederete se state facendo la cosa giusta. Non preoccupatevi eccessivamente, però. In fondo, è una storia come un’altra. E forse, per certi versi, più bella di tante altre.

Riportato da un altro blog

Storia del Blog …quando il blog non c’era

io

Dagli ultimi due anni a questa parte si è enormemente diffusa tra giovani e meno giovani la blogmania. Ormai sembra che non si possa navigare per la rete senza avere un proprio blog. Ma cosa è un blog?
Blog è un termine inglese nato dall’unione delle parole web e log. Per log s’intende infatti un registro, un diario, e simili. Insomma il log è un mezzo dove registriamo cosa facciamo. Se lo uniamo al web, esso diventa un weblog, per brevità chiamato blog. Tuttavia un blog è più di un diario messo on-line, la sua caratteristica principale, che è anche la sorprendente novità per cui piace tanto, è l’interazione tra autore e visitatore, che permette a quest’ultimo di aggiungere qualcosa a quanto detto dal primo o, più semplicemente, il confronto fra idee.

(tratto in parte da “Tutti pazzi per i blog” – Storia del Blog – www.excite.it)

Questa forma di comunicazione però non è per niente nuova. Quando andavo a scuola infatti, in 1°liceo, e il blog esisteva sì, ma ce l’avevano ben poche persone (forse anche perchè l’ADSL l’avevano poche persone…), Pietro aveva già sperimentato una cosa del genere. Credo che la sua intenzione primaria fosse stata quella di scrivere un diario personale. Aveva comprato un quadernone rilegato e su quello scriveva appunti sulla sua vita, sulle sue emozioni. Però dopo averlo portato un paio di volte in classe, ci siamo tutti incuriositi, e abbiamo iniziato a lasciare i nostri messaggi, spesso inerenti a quello che aveva precedentemente scritto lui. Nel giro di qualche mese quel quaderno ha raccolto migliaia di esperienze, sogni, emozioni, di una classe intera. Con la fine dell’anno scolastico Pietro ha deciso di chiudere il diario.
Sarebbe molto bello però poterlo rileggere! Credo che mi si apriprebbe il cuore, un po’ per i ricordi, un po’ perchè mi renderei conto di essere cambiato.

io
Ultimo giorno di scuola al 1° liceo
NB il quaderno!

La macchina del tempo

Musica: un momento di distrazione, contemplazione, astrazione… In realtà la musica possiede molte più qualità di quanto immaginiamo. Ogni melodia ha un profumo diverso. Come un pulviscolo impalpabile, invisibile, ma presente, ci circonda, ci marchia.

io

Ogni profumo è caratteristico di una stagione: la zagara ad aprile, la lavanda a giugno. Diversi tipi di musica accompagnano la nostra vita secondo ciò che proviamo in quella determinata stagione.Se per caso ci capita di ascoltare un motivetto della stagione passata, non solo ci torna alla mente la canzone, ma anche il periodo in cui l’abbiamo ascoltata.

Forse non è la musica che torna da noi, è molto più probabile che siamo noi che ci facciamo trasportare indietro nel tempo. Dopo averci marchiati infatti ha la capacità di richiamarci attraverso un tunnel spazio temporale. Sa farci rivivere emozioni passate. Così basta ascoltare qualche nota per sorridere, piangere.

un passo, la maratona

– settimana appena trascorsa –

21/11/2007

Sono a Palermo nella mia stanza, e ascolto Lucky Men dei The Verve. Questa sera sono soddisfatto! Non credo di essere ancora sbloccato in fatto di università, ma oggi ho fatto proprio un grosso passo avanti.

Il prof non gode per niente di una buona fama, e la sua collega (fanno gli esami in due) non è da meno. L’ho provato sulla mia pelle. Sanno proprio come mandarti in crisi. Frasi del tipo: “e questa cosa che ha scritto che è?“, “Non ho mai sentito parlare di quello che sta dicendo“, “Ma è un deficiente?“, “Non credo sappia cosa significhi chimica?“… Mi hanno tenuto per 1 ora e 1/2 (a quanto dicono i colleghi che hanno assistito al mio esame) a questo ritmo! (e ansi con me non si sono
alterati, niente urla, libri sbattuti sul tavolo e altri insulti pesanti)Non ci speravo proprio al diciotto…Non ho mai pensato minimamente di alzarmi da quella sedia!

Poi alla fine… “Io e la professoressa abbiamo pensato al 25”

Ho preso 25 in Biologia Cellulare e del Differenziamento!!!

20 era già un grosso traguardo… e poveri quelli che la provavano per la quarta
volta…

Salti di gioia e spumante.

Se non avessi superato questa materia non sarei andato a pagare le tasse
universitarie per il secondo anno…

…il mare

In questi giorni mi è capitato di soffermarmi a pensare al mio rapporto col mare.

Per la vita che faccio a Cefalù se dovessi trasferirmi a Enna non troverei troppa differenza nello stile di vita. Le azioni si snodano tra un oratorio sempre meno frequentato, una palestra dove partecipare alla vita pallavolistica, una villa dove incontrare gli altri il venerdì sera di ritorno da Palermo.

Il mare è li, a spennellare di blu la mia vista dalla finestra. Ogni tanto, quasi a sottolineare la sua presenza, si agita e il suo rimbombo minaccioso riempie l’aria in tutta la città.

Anche d’estate il rapporto col mare è da abitanti di Enna. Preferiamo andare a lungomare, dove ahimè la sua bellezza è almeno dimezzata, anche se conosciamo splendide spiaggette con fondali meravigliosi e acqua limpida.

Credo proprio di snobbarlo il mio caro mare. Eppure è un ottimo confidente! Ti sa consolare in momenti brutti, ti sta accanto nei momenti belli. Ti spalanca davanti l’infinito quando è calmo, ma sa anche richiamarti all’umiltà quando è mosso. Ha una caratteristica rara, ascolta sempre tutto quello che hai da dire con pazienza.

Luna e Mare

L’amico, la pagliuzza, la trave nell’occhio

io

Quando vai a messa, spesso, anzi praticamente sempre, il cervello attiva una sorta di strano meccanismo di autodifesa che disattiva l’udito, il cervello, inibisce la comprensione… Eppure se solo mettessimo in pratica la Parola, la nostra vita sarebbe molto più semplice, bella e gratificante. Gandhi in tal proposito diceva che in Occidente non c’è mai stato nessun cristianesimo, altrimenti l’Occidente non avrebbe trovato sempre nuovi motivi per guerre sempre più terribili.

Ridimensionato alla mia vita, non avrei avuto gli ultimi casini se avessi messo in pratica questo versetto: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?» (Lc 6,41).

Certo io la pagliuzza del mio fratello, l’ho guardata solo perchè era mia intenzione aiutarlo toglierla. Sono stato fortunato però perchè un secondo fratello incurante della sua trave ha fatto di tutto per togliere la mia. Spero a questo punto che la catena non venga interrotta e quindi che un terzo fratello aiuti il secondo

Liga mi deludi un po’…

Ligabue – Primo Tempo“, il primo “best of” di Luciano in vent’anni di carriera, uscirà per Warner Music Italy venerdì 16 novembre in una speciale confezione contenente CD e DVD e ripercorrerà la carriera di Luciano dal disco d’esordio “Ligabue” (1990) a “Buon compleanno Elvis” (1995) più due brani inediti registrati nel 2007: “Niente Paura” che è il primo singolo in rotazione radiofonica dal 26 ottobre e “Buonanotte All’Italia“.

(vedi tutto)

io

Questa è l’inizio della presentazione del nuovo album di Ligabue presa dal sito www.ligachannel.com . Al nuovo album seguira, a maggio, un “Secondo Tempo” con le migliori canzoni a partire da “Su e Giù da un Palco” fino a “Nome e Cognome
Tra cd e dvd, “Ligabue – Primo Tempo” racchiude tutti i singoli di Luciano usciti fino al 1995 per un totale complessivo di 34 tracce (18 audio e 16 videoclip)

Che dire, personalmente sono un po’ deluso.. Cioè dopo 20’anni di carriera te ne esci con due canzoni nuove, di cui ritengo che quella lancio non è sia poi così bella. Ed è quella lancio, non oso immaginare l’altra… Avrà anche un bel testo, ma la musicalità è appunto logora di 20 anni! Spero di smentirmi appena ascolterò la seconda, anche se già il titolo mi puzza molto di canzone lenta e depressiva da bypassare sempre del genere “Chissà se in cielo passano gli Who” o “Non dovete badare al cantante“.

2 massime

per un quieto vivere

Fai sempre ciò che gli altri si aspettano che tu faccia

per una buona popolarità

Dì sempre ciò che gli altri vogliono sentirsi dire

 

Certo ne va un po’della propria personalità, ma almeno non ti ritrovi in mezzo ai casini